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Filosofia del Kung Fu Wing Chun
Confucio (551 - 479 a.C.) diceva:
L'operaio che vuole fare un buon lavoro comincia ad affilare i suoi
strumenti.
Il Kung Fu Wing Chun,
contiene tre principali correnti di pensiero orientale: Buddismo,
Confucianesimo e Taoismo, ognuna delle quali apporta vari concetti
filosofici.
Nella pratica di tutti i giorni la filosofia del Kung Fu
Wing Chun spinge il praticante a evitare la lotta non per codardia, ma
per grande segno di umiltà; se però lo scontro diviene inevitabile
allora il praticante deve essere in grado di affrontarlo tenendo
presente che deve lottare a testa alta e far durare il combattimento il
minor tempo possibile.
BUDDISMO
-
non esiste un punto fermo
-
tutto è sempre in
evoluzione
-
è necessario lavorare
duro per migliorare
-
non siamo mai arrivati
Siddharta Buddha raccontava che
la vita è sofferenza, tutto è precario, l'unica certezza è la morte.
Nella prima forma del Wing Chun c'è un netto richiamo al Buddismo e la
"Piccola Idea" esprime il concetto che il praticante deve rimanere
concentrato solo sul gesto che sta esprimendo con quel movimento.
CONFUCIANESIMO
-
famiglia
-
gerarchia
-
disciplina
-
lealtà
Questi sono i principi
cardine del Confucianesimo che sottolinea come il saggio si distingue
per la sua disciplina, responsabilità e onestà verso il prossimo.
Inoltre, Confucio spiegava che i più giovani e subalterni devono
mostrare rispetto e ubbidienza verso gli anziani e superiori. Si narra
che Yip Man fosse un seguace di Confucio.
TAOISMO
Secondo la tradizione cinese è la via da seguire, non solo nell'applicazione dell'arte marziale, ma
anche come atteggiamento per la vita quotidiana. Il suo studio offre
l'opportunità, di una più chiara comprensione, poiché attraverso i
principi, fornisce chiare chiavi di lettura per la vita. Le componenti
religiose e filosofiche del Taoismo sono racchiuse negli scritti di Lao Tzu (considerato il padre del Taoismo è probabilmente vissuto dal 570 al
490 a .C.), denominati “Il Tao Te Ching”.
Il taoismo predilige
l'elemento femminile tanto che nel VI capitolo di "Il Tao Te Ching" è
detto che "La forza vitale del divenire è eterna, essa è la madre
inconcepibile, radice del cielo e della terra". Tanto più che le radici
storiche della nascita del Kung Fu Wing Chun abbiano voluto che fosse
proprio una donna a concepire lo stile.
Lao Tzu, inoltre, professava la
teoria che è
sbagliato combattere la forza con la forza e sottolineava il principio del
morbido che supera il duro, il debole che supera il forte. Un Taoista è
colui che crede nella divinità ed in ciascun individuo, compreso se
stesso. E' definito "spirituale", ma non religioso, proiettando se
stesso verso un lavoro di introspezione e di comprensione dell'energia
del corpo umano. Un maestro taoista contemporaneo dice: “Una vita non
distorta è il vero modello di tutta la verità universale”.
La filosofia nel
sistema Wing Chun
Il Wing Chun nasce come unione e sviluppo di due stili differenti lo
stile della gru e quello del serpente. Quindi sin dalle sue origini
racchiude in se due principi uno Yang (gru) ed uno Yin (serpente),
unendo il duro al morbido, il flessibile al forte, il lato femminile a
quello maschile, in un unico tao organico immobile eppure in movimento.
Essenzialmente il Wing Chun è uno stile atipico. Al confine fra gli
stili interni e gli stili esterni, infatti, a seconda del metodo e della
scuola esso può essere considerato appartenente agli uni o agli altri,
in realtà contiene elementi di entrambi i due ceppi delle scuole cinesi,
che in esso si fondono a formare un unico Tao perennemente in
movimento (insieme di due elementi Yin e Yang).
Seguendo la filosofia cinese il Wing Chun è sicuramente uno stile "Taoista", intendendo con ciò che i suoi
principi si rifanno a quelli alla base della scuola di pensiero taoista.
Tutta la sua filosofia si basa sui principi della scuola taoista. In
esso si ritrovano i canoni della centralità, intesi non solo secondo la
teoria della linea centrale, ma molto più profondamente come capacità
dell'individuo di trovare e mantenere il proprio centro, il proprio
equilibrio.
Si ritrovano in esso i principi dello Yin e dello Yang in alcune delle
loro implicazioni pratiche così come nei loro riflessi teorici. La
teoria dei cinque elementi e quella dei trigrammi, sono riportate a
compendio e spiegazione dei movimenti, delle rotazioni e dell'evoluzione
del praticante.
Dalla
filosofia alla pratica
La difesa è Yin, l’attacco è
Yang. Ying e Yang non possono esistere l’uno senza l’altro, ma non si
manifestano mai contemporaneamente in egual misura. Come nel Tao,
l'energia è in continuo mutamento. Attacco e difesa sono un gioco
continuo di Yin e Yang.
Il Sifu e gli allievi
nelle arti marziali cinesi
Il SIFU è il Maestro della
Scuola. E' lui l'unico riferimento tecnico e ne determina l'orientamento
coordinando l'attività degli istruttori.
Si deve portare sempre il
massimo rispetto al Sifu e ai compagni di pratica; portare rispetto vuol
dire che bisogna esercitarsi sempre con umiltà, con costanza, con il
massimo impegno fisico e la più assoluta attenzione mentale;
l'attenzione mentale ci permette di imparare ad ascoltare il proprio
corpo.
Nelle arti marziali cinesi la
figura del Sifu non è solo quella del Maestro. Il Sifu considera i
propri allievi come dei figli e questi ultimi devono sentirsi legati tra
loro, appunto, da un sentimento di fratellanza che li accompagnerà per
sempre lungo il loro cammino marziale. Questo significa che tra
istruttori ed allievi deve esserci sempre sincerità e trasparenza.
Qualsiasi tipo di disagio e problematica deve essere reso noto al Sifu
che si impegna a far di tutto per mantenere un clima di serenità
all'interno della sua Scuola.
Tempio del Cavallo
Bianco: un tempio buddista in Cina

Il
Tempio del Cavallo Bianco è uno tra i tanti templi
presenti in Cina.
Si trova a
Luoya ng,
nella provincia di Henan. E' uno tra quelli più
visitati dai turisti e gode di straordinaria
bellezza.
E' il
primo monastero
buddhista eretto in
Cina sotto la
dinastia Han, nel 68
a.C. La costruzione di questo
imponente edificio rettangolare
ha avuto un'enorme influenza
nello sviluppo e nella
successiva diffusione della dottrina
buddhista nel Paese.
La soglia del tempio è protetta
da due cavalli bianchi di pietra,
costruiti in memoria
dell’animale sul quale
viaggiavano i due funzionari
cinesi responsabili, secondo la
leggenda, di aver portato
dall’India i 72 sutra, i testi
sacri buddhisti. Subito dopo ad
accogliere i turisti vi è il
Padiglione del Cielo, dove sono
conservate le statue dei quattro
generali posti a difesa del
Buddha. Le statue simboleggiano
fortuna e fertilità. Qui è
conservata anche un’altra antica
meraviglia, una campana di 1.200
kg con scolpite varie
raffigurazioni di draghi.
La
bandiera cinese

Lo
sfondo rosso e il
giallo brillante delle 5
stelle hanno una
simbologia che richiama
il periodo comunista.
La
stella più grande
simboleggia il
Comunismo. Le 4 stelle
più piccole
rappresentano le quattro
classi sociali: gli
operai, i contadini, la
piccola borghesia e i
capitalisti patriottici.
Tradizioni cinesi
Napoleone diceva della
Cina: "Quando la Cina si
sveglierà, il mondo
tremerà."
Mussolini diceva della
Cina: "L'avvenire della
civiltà dipende dal
compito che i cinesi si
assumeranno in questo
secolo."
Mao Tse Tung diceva:
"Colui che non è passato
sulla Grande Muraglia
non è un vero uomo."
Marco Polo (nel suo
libro "Il Milione")
descrivendo Hangzhou
diceva: "Non c'è al
mondo città uguale che
vi offra tali delizie
così che uno si crede in
paradiso."
Nella tradizione cinese
non esiste il concetto
di regalo materiale,
come da noi. Quindi non
capiterà mai, anche per
il compleanno, che un
cinese porti qualsiasi
tipo di regalo. Se lo
fa, sta “copiando” le
nostre abitudini o sta
cercando di farti
sentire a tuo agio.
Normalmente in Cina,
dove la cultura
contadina è ancora
fortemente radicata, si
è soliti donare cibo e
solo quello.
Il capodanno cinese
Il
capodanno cinese è senza
dubbio la festa più
importante per le
comunità cinesi. In
questo giorno i Cinesi
vogliono esprimere il
ringraziamento per
l'anno trascorso e il
desiderio di vivere un
anno felice, ma è anche
un'occasione per andare
in vacanza o riunirsi in
famiglia e tra amici.
Nel calendario
occidentale, il
capodanno cinese cade
tra il 21 gennaio e il
20 febbraio.
La festa cinese delle
barche-drago
Una
festa fra le più
importanti in Cina, che
si svolge al suono dei
tamburi, con avvincenti
corse di barche a forma
di draghi. Si perpetua
così la leggenda di Qu
Yuan, poeta patriottico
che annegò nel 277 a.C.
e che le barche
tentarono di salvare.
Cucina cinese
Nella cultura cinese
l'alimentazione è da
sempre al primo posto
per quanto riguarda la
salute dell'individuo,
assegnando una grande
importanza alla
dietetica.
Possiamo distinguere
dieci cucine regionali:
Anhui, Zhejiang,
Guandong (cantonese),
Fujian, Hunan, Jiangsu,
Shandong, Szechuan,
Pechino e Shanghai.
La cucina cinese è,
infatti, una cucina sana
con le verdure servite
quasi crude per
mantenere inalterate le
loro proprietà, con la
carne tagliata a piccoli
bocconi per digerirla
facilmente, con il pesce
pescato e servito.
La
pratica di tagliare i
cibi (e soprattutto la
carne) a piccoli pezzi
deriva dalla necessità
di mangiare con le
bacchette (kuaizi). Il
Wok è la pentola che si
adotta per cucinare
qualunque cosa, data la
sua estrema versatilità,
le cotture più gettonate
sono quella al al
vapore, la bollitura e
la frittura (ad
immersione o "saltata").
Poco tempo dopo
l'espansione
dell'Impero
cinese durante
la dinastia Qin
(221 - 207 a.C.)
e Han (206 a.C.
- 220 d.C),
scrittori cinesi
annotano la
grande
differenza di
pratiche
culinarie fra
persone
provenienti da
differenti parti
dell'impero.
Queste
differenze,
dovute ad una
grossa
estensione, alle
variazioni di
clima ed alla
disponibilità di
risorse di cibo
in Cina, possono
essere molto
numerose in
realtà, ma sono
state
anticamente
classificate in
liste di cucina
cinese, le cui
quattro più
conosciute sono:
-
La cucina
del Nord e
del Sud,
antica
distinzione,
è una di
quelle più
utilizzate
anche oggi,
anche se la
cultura del
cibo nella
Cina del
Nord e nella
Cina del Sud
si è
ovviamente
molto
evoluta
rispetto
alla prima
distinzione
fatta.
-
Le "Quattro
scuole",
ovvero Lu,
Chuan, Yang
e Yue.
Spesso
tradotte
come le
cucine di
Jiangsu,
Shandong,
Szechuan e
Guandong
(cantonese).
Questa
distinzione,
in uso
durante la
dinastia
Ming
comprende
molte più
zone
rispetto le
attuali
provincie.
Le "Quattro
scuole" sono
la
classificazione
tradizionale
della cucina
cinese, e
sulla loro
base si sono
sviluppate
le "otto
scuole" e le
"dieci
scuole".
-
Le "Otto
scuole", che
si
aggiungono
alle quattro
sopra citate
(o meglio,
suddivisesi
dalle
quattro
precedenti)
le cucine
delle
provincie di
Hunan,
Fujian,
Anhui e
Zhejiang.
-
Le "Dieci
scuole", che
aggiungono
alle otto
sopra citate
le cucine di
Pechino e
Shanghai.
Tra le ricette
più note abbiamo
(in ordine da
sinistra a
destra le foto
qui sotto):
-
il riso alla
cantonese;
-
i ravioli al
vapore;
-
gli
involtini
primavera;
-
l'anatra
alla
pechinese.

Famoso piatto della
cucina cinese del Nord.
L’anatra pechinese viene
servita con delle
sottilissime crespelle
accompagnate da
cipollotti e salsa
Hoisin.
Uno
dei migliori ristoranti
al mondo (pluripremiato)
che cucina l'anatra
(foto a destra) è
ovviamente a Pechino. Il
ristorante si chiama Da
Dong. La preparazione
del piatto per
raggiungere un alto
livello di qualità
necessita di circa 48 ore.
La
tradizione dell'anatra
pechinese risale alla
dinastia Ming.
Ogni commensale mette un
cucchiaino di salsa
sulla crespella,
appoggia poi sopra un
po’ di cipollotti e
delle fettine di anatra,
poi richiude i lembi
della crespella sugli
ingredienti, fa una
piccola piega a una
estremità dell’involtino
per non far uscire il
contenuto e si porta il
tutto alla bocca.
Il tè cinese
In Cina, la scoperta della
pianta del tè e il fatto di berne l’infuso, risalirebbero a più di 3000
anni fa.

La leggenda racconta che il
missionario buddista indiano Bodhidharma, missionario buddhista indiano
una volta raggiunta la Cina (526 d.C.) un giorno, mentre stava in
meditazione, si addormentò e al suo risveglio si tagliò le palpebre e
queste caddero a terra (in un'altra versione rimase seduto per nove anni
in meditazione in una grotta e per non addormentarsi si tagliò le
palpebre): esse misero radici e successivamente germogliarono: la pianta
che crebbe da esse fu la prima pianta di tè, simbolo (e la causa)
dell'eterna Insonnia.
La tradizione narra invece che la pianta del tè sia stata
importata in Cina da un asceta indiano nel 543 d.C., ma sappiamo con
certezza che questa bevanda risale al tardo periodo Han (206 a.C. - 220
d. C) o addirittura prima, all’epoca della dinastia dei Zhou (1066-221
a.C.). Il più antico è quello della biografia di Wei Zhao nella Storia
dei Tre Regni in cui ricorre la frase: "Qualcuno segretamente gli diede
del tè al posto del vino", che può essere datata entro la decade 264-273
d.C..
La comparsa e l’evoluzione di
questa pianta avrebbero avuto un rapporto con la geografia, il clima e
la flora dell’antichità. In seguito a ricerche sistematiche sulla
comparsa, l’evoluzione e la ripartizione della vegetazione in Cina
secondo i periodi geologici, i botanici cinesi hanno individuato il
luogo di nascita della pianta del tè nel sud-ovest della Cina.
La cerimonia del tè per i monaci
buddisti ha il ruolo principale di aumentare la concentrazione, ma a
questa possiamo aggiungere che è un evento sociale e migliora il proprio
rapporto con il cosmo o religione.
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