Mail                                                                                                                                                                  
 

 

 

 

 

Difesa Personale: Metodologia di difesa e codice penale

 

 

La difesa personale rappresenta una fetta delle arti marziali molto richiesta dai giovani. Attualmente solo poche discipline mantengono la pratica della difesa corpo a corpo, preferendo ad essa la preparazione atletica ed il combattimento da gara. Questo è solo un aspetto dell’Hapkido: quello che chiamo anche la “dolce” neutralizzazione.

Generalmente nelle palestre di arti marziali si insegnano i combattimenti e gli schemi di difesa personale (schemi con o senza armi). Esistono arti marziali che sono sport da combattimento con regole sportive e altre che includono la difesa personale ed altre che sono forme miste.

In quasi tutte le palestre (dojang, nel caso di palestre che adottano delle regole da arte marziale) dove si insegna la difesa personale si eseguiranno molte tecniche di difesa che deriveranno da una o più arti marziali.

Nella T.B.W. si insegnano due arti marziali, l'Hapkido ed il Kung Fu Wing Chun.

Nell'Hapkido insegnato nella T.B.W. si possono apprendere dalle tecniche tradizionali dell'Hapkiyusul fino alla recente rielaborazione di tecniche morbide e cedevoli dell'Hankido. Una via unica che permette all'atleta di seguire un programma di preparazione atletica e tecnica con il fine di sapersi difendere (mediante un apprendimento di tecniche che mirano a neutralizzare l'avversario seguendo una via morbida e fluida), avendo un ottimo controllo della respirazione.

Nel Kung Fu Wing Chun insegnato nella T.B.W. si segue tutto il cammino dal tradizionale fino alla conoscenza del sistema più famoso e seguito (Yip Man Wing Chun) e dei suoi principali successori. Un percorso che porta alla difesa personale da strada con il fine di neutralizzare l'avversario sfruttando la sua forza. Si eseguono in allenamento pochi esercizi di preparazione atletica, evitando inoltre di utilizzare tecniche complesse ed elaborate e preferendo a queste tecniche semplici e dirette.

In passato esistevano i Hwarang (casta guerriera coreana) ed i Samurai (casta guerriera nippoonica) abituati a convivere con la morte. In un paese “civile” come il nostro, l’obiettivo sarà quello di minimizzare i danni. Per fare ciò, in una situazione che non pone scampo, dovremo utilizzare poche tecniche, semplici di cui siamo padroni. 

Essere pronti per la strada richiede tempo e costanza negli allenamenti. La strada è una piccola giungla piena di mille e più imprevisti. L’unica arma che abbiamo è allenarci con serenità e determinazione. Anche perché allenandoci con serenità ed impegno, si potrà provare piacere in quello che si sta facendo. Non è affatto facile, ma può essere almeno molto divertente!

Consideriamo sempre di trovarci per strada, da soli, di fronte ad un avversario molto più alto di noi e molto più forte di noi. Inutile dire che lo scontro fisico con questo avversario volgerà a suo favore.

Per quanto possiamo esserci allenati nella difesa da ganci o da montanti, non sapremo mai se l’avversario in una frazione di secondo eseguirà uno di questi due pugni o avrà in mente altre tecniche di pugno o quant’altro.

Noi, inoltre, non sapremo mai se l’avversario o gli avversari ci giungeranno a mani nude o armati, di fronte o di lato o da dietro.

E’ vero che un buon allenamento migliorerà i nostri riflessi e la velocità delle nostre tecniche, ma non avremo mai la certezza che i nostri pugni o i nostri calci partano al momento giusto.

Potremmo però ridurre le difficoltà oggettive nello scontro fisico se "costruiamo" un metodo valido di difesa personale, una strategia di difesa valida per la strada. La nostra abilità sarà poi quella di impiegare le tecniche di difesa che conosciamo meglio e che più si adattano nello scontro con un tipo di avversario e non con un altro.

Il miglior metodo di difesa personale è quello di evitare di battersi, ma se il rischio per noi stessi e per i nostri cari dovesse essere alto allora cercare di colpire e scappare quando il combattimento lo permette.

Sia l'Hapkido che il Kung Fu Wing Chun prevedono un programma sia a mani nude che con armi. Gli esercizi a mani nude sono diversi nelle due arti marziali, così come la scelta delle armi ed il loro studio sono differenti. Queste due arti marziali prevedono una logica di combattimento (seppur diversa) completa studiando la difesa personale alla lunga distanza, alla corta distanza e a terra. Ulteriori brevi chiarimenti in Hapkido vs Kung Fu Wing Chun.

 

Avversario a lunga distanza

·         Tecniche di calcio o Tecniche di difesa e contrattacco

 

L’atleta deve usare prevalentemente gli arti inferiori (quando un avversario si avvicina ho ancora la possibilità di usare gli arti inferiori).

Colpire alto se tiene la guardia bassa e basso se tiene la guardia alta (colpire dove non ci sono ostacoli tra me e l’avversario, come possono essere le sue braccia o le sue gambe). Colpire basso (sotto la cintura) è preferibile soprattutto se si incontra un individuo alto.

Colpire ai genitali e alle ginocchia quando sta passando dalla lunga alla media distanza.

Colpire con calci all’indietro o laterali, quando sta passando dalla lunga alla media distanza solo se sicuri del successo di queste tecniche. Colpire con tecniche di arti superiori in volo quando sta passando dalla lunga alla media distanza.

L’importante è dare priorità a tecniche semplici, sfruttare la sensibilità e solo quando l’avversario sarà destabilizzato avrò la possibilità di scegliere una tecnica anche difficile tra un vasto repertorio.

Ogni atleta dovrà allenarsi a calciare in qualunque situazione si trovi, cercando di allenarsi nella difesa a lunga distanza sul tempo di reazione tra stimolo visivo e risposta.

Nel caso in cui il nostro avversario ci prenda alla sprovvista o abbia un tempo di reazione migliore del nostro e faccia partire un calcio, in questo caso potremmo evitarlo non essendo lì in quel momento oppure contrastarlo con le braccia o con le gambe, per poi “entrare” con un contrattacco di pugni o calci… a seconda del caso.

 

Avversario a media distanza

·         Tecniche di calci e pugni

 

L’atleta deve usare gli arti inferiori o quelli superiori, cercando nell’eventuale impatto di non contrastare la forza dell’avversario, ma cedendo ad essa per sfruttarla a proprio favore.

Il problema della media distanza sarà quello di passare immediatamente alla corta distanza, poiché anche se può essere vantaggioso passare dalla media alla lunga distanza, tutto ciò comporterebbe dei rischi; primo tra tutti quello di essere trascinati indietro dalla forza dell’avversario.

Nella nostra difesa passando dalla lunga alla media distanza diminuisce lo stimolo visivo. Se saremo in grado di chiudere in tempo la distanza o durante lo scontro fisico di allontanarci in tempo, il concetto della media distanza nella nostra metodologia di difesa scomparirà.

 

Avversario a corta distanza

Prima di parlare di quali tecniche adottare alla corta distanza, credo che sia il caso di presentare due difese a corta distanza: nel primo caso la difesa sarà contro un avversario che dalla media distanza passa alla corta distanza e nel secondo caso contro un avversario che si trova già alla corta distanza.

Sia nel primo che nel secondo caso noi dovremo essere capaci di adottare un unico schema mentale.

 

Difesa personale contro un avversario che giunge dalla media alla corta distanza

·         Terminare la tecnica intrapresa alla lunga o alla media distanza

 

La corta distanza considerata come il risultato finale di un’azione iniziata da lontano e conclusasi vicino all’avversario permette di poter impiegare quelle tecniche modulate dalla sensibilità alla media distanza.

A mano a mano che l’avversario tenta di chiudere la lunga distanza, dovremo cercare di neutralizzare il suo avanzamento con tecniche di arti inferiori, per poi eventualmente passare all’uso di pugni e di calci (anche bassi, cioè sotto la cintura) quando ha raggiunto la media distanza; infine, aggiungere alla corta distanza gomitate, ginocchiate, testate, leve articolari e proiezioni.

Come già detto, le tecniche dovranno prendere forma da sole, cioè le tecniche della media distanza verranno modulate a seconda situazione.

 

Difesa Personale contro un avversario che si trova alla corta distanza

·         Attacco diretto con pugni

 

Indipendentemente dal fatto che l’avversario mi stia bloccando un braccio, il mio compito sarà quello di colpire i punti vitali quando nessun ostacolo si interpone tra me e loro. Con la mia abilità di svincolarmi o di muovere il mio corpo senza contrastare la forza dell’avversario, cercherò di utilizzare una tecnica di arti superiori (pugni diretti, ganci, montanti e gomitate), poi eventualmente una di arti inferiori (ginocchiate, calci bassi) ed infine, eventualmente, una leva articolare o una proiezione.

Come già spiegato, le leve articolari vanno usate dopo aver effettuato una tecnica di arti superiori o di arti inferiori, cioè dopo che si è riusciti a destabilizzare bene l’avversario.

Si utilizzeranno a questa distanza le gomitate o un'altra tecnica di arti superiori. Se si è impossibilitati ad usare le ginocchiate si potranno impiegare i calci alle ginocchia.

 

Semplificando ancora di più la difesa personale, potrei dire che le distanze con l’avversario si riducono a due:

·         Difesa a lunga-media distanza

Impiego di calci o contrastare i calci con gli arti superiori o inferiori, per proseguire poi con tecniche di pugno o di calcio. 

·         Difesa a media-corta distanza

Impiego di arti superiori e a seguire calci o pugni (anche gomitate, ginocchiate e testate), per finire poi eventualmente con le leve articolari e/o le proiezioni.

 

Difesa ed attacco

Oltre alla distanza, possiamo aggiungere che il nostro corpo si muoverà in quattro direzioni applicabili negli schemi tecnici:

·         In avanti;

·         Verso l’interno;

·         Verso l’esterno;

·         In dietro.

 

Movimenti del nostro corpo rispetto all’attacco:

·         Verso l’interno;

·         Verso l’esterno.

 

Difesa Personale = Difesa + Attacco

Se riuscissimo a non essere colpiti e contemporaneamente attaccassimo un bersaglio libero, allora saremo riusciti a difenderci abilmente.

 

Metodologia della difesa personale

L’arte marziale non deve permettere all’allievo di imparare tanti schemi di difesa personale, ma dargli un metodo e arricchirlo di tante soluzioni. Come nel combattimento sportivo, gli schemi di attacco e di difesa, è meglio che siano pochi, eseguiti bene tante volte e secondariamente resi veloci.

“Pochi” in questo caso è sinonimo di “necessari”. Assumendo un’unica posizione di guardia e utilizzando solo alcuni calci o pugni ben assestati si è capaci di aumentare la probabilità di successo.

Per finire l’atleta dovrà miscelare bene le sue tecniche con i due sistemi di difesa:

·         visivo (a lunga-media distanza);

·         visivo e sensitivo (a media-corta distanza). 

Imparare a chiudere la distanza al momento giusto e non avere paura di una tecnica eseguita dal compagno in allenamento, è questione solo di tanta pratica.

Quando saremo padroni delle nostre emozioni, ci verrà naturale non indietreggiare quando vedremo arrivare verso di noi un calcio o un pugno.

Ognuno di noi farà probabilmente con il tempo “coppia fissa” con un compagno. Se abbiamo però il timore che le nostre tecniche funzionino solo con lui, è necessario provarle anche con altri. Quando, infine, diventeremo padroni delle nostre tecniche dovremo provarle in difficili situazioni.

 

Principi di base contro un avversario armato

Sia quando un avversario è armato che quando è a mani nude, se si è impossibilitati a fuggire, la nostra arma migliore dovrà essere le calma e la fiducia in noi stessi. Quando il nemico ha un arma il mio primo obiettivo sarà quello di disarmarlo.

Dovrò anticipare la mossa del mio avversario o fare in modo che esegua un colpo “pulito”, aumentando le probabilità che il suo attacco sia chiaro ai miei occhi; così mi troverò nella condizione di poter applicare la mia tecnica con maggiore tranquillità.

Un avversario che ha un arma parte avvantaggiato psicologicamente e materialmente (se non disponiamo anche noi di un’arma).

Come è stato detto precedentemente, per essere capaci di difendersi un atleta deve acquisire poche soluzioni che meglio si adattano alle sue capacità.

Anche qui possiamo riassumere che la difesa contro un avversario armato dipende dalla distanza:

·         Difesa a lunga-media distanza (lontano dall’arma);

·         Difesa a media-corta distanza (vicino l’arma).

 

Rimane come forma più alta di difesa personale quella di evitare di trovarsi in qualsiasi situazione che possa degenerare in una rissa; anche se ci si dovesse trovare in un imminente stato di allerta, bisogna cercare di trovare delle "vie di fuga" (chiedendo scusa anche se si pensa di essere dalla parte della ragione o semplicemente andando via da un locale); inoltre, bisognerebbe cercare di non trovarsi in luoghi o situazioni potenzialmente pericolosi per se stessi e per i nostri cari. E' scontato dirlo, ma è utile ricordare che la guerra non fa mai dei vincitori. Battersi per strada o avere reazioni di orgoglio vuol dire rischiare di prenderle o di darle; nel secondo caso si deve fare i conti con la legge e con un perenne senso di rimorso per i danni recati. Evitare di battersi non è una forma di codardia, ma indica la più logica fusione tra umiltà e saggezza. (M° Andrea Vitali)

 

Codice penale e difesa personale

·         Legittima difesa;

·         Delitto di percosse;

·         Lesione personale;

·         Circostanze aggravanti.

 

Nel codice penale conta solo quello che riusciremo a dimostrare, cioè i dati oggettivi. Se ci sono testimoni è meglio mostrare a tutti che non vogliamo attaccare per primi e che siamo ben disposti a lasciar perdere lo scontro fisico; questo è possibile ad esempio usando frasi che lascino pensare questo o magari mostrando le mani in segno di pace o indietreggiando piano piano.

Dal punto di vista giuridico, si deve dimostrare che la tecnica usata per difendersi è stata oggettivamente proporzionale a quella dell’aggressore.

 

Articolo 52 del codice penale: Legittima difesa

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro un pericolo attuale o di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionale all’offesa.

Ogni persona può usare una tecnica di difesa se si trova in una situazione di pericolo per se stesso o per un bene materiale o spirituale come la vita, la salute o l’onore; tale offesa deve essere attuale e illegale, cioè diretta contro un bene giuridico protetto.

Nel caso in cui l’aggressore si diriga verso una terza persona, l’eventuale reazione di difesa è legittima. Non si tratta di legittima difesa quando la terza persona preferisce difendersi da sé o rinunciare a difendersi.

 

Articolo 581 del codice penale: Delitto di percosse

Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 61.97. Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.   

 

Articolo 582 del codice penale: Lesione personale 

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dagli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel n.1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.

 

Articolo 583 del codice penale: Circostanze aggravanti 

La lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni:

1)       se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;

2)       se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo.

La lesione personale è gravissima e si applica la reclusione dai sei ai dodici anni se dal fatto deriva:

1)       una malattia certamente o probabilmente insanabile;

2)       la perdita di un senso;

3)       la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;

4)       la deformazione ovvero lo sfregio permanente del viso.

 

 

 Home Page

Chi Siamo

Dove siamo e Corsi

Hapkido

Kung Fu

Technique

Brotherhood

Wellbeing

foto gallery

Articoli

News

Link